Come l’Italia, quattro anni fa gli Stati Uniti erano rimasti fuori dai Mondiali in Russia. A differenza degli Azzurri, però, il USMNT è riuscito a qualificarsi per l’edizione 2022, che si disputerà il prossimo autunno in Qatar.
Il USMNT è la nazionale con l’età media più bassa di tutto il mondo
Non si può certo dire che sia stato un percorso facile, quello che ha portato la nazionale americana a ottenere il pass per la Coppa del Mondo: gli States, infatti, hanno conquistato il terzo posto (l’ultimo valido per la qualificazione diretta, senza passare per gli spareggi intercontinentali) del girone finale della Concacaf solamente grazie a una differenza reti migliore di quella della Costa Rica, quarta, che pure li ha battuti 2-0 nell’ultima giornata. Nonostante un cammino un po’ incerto, però, i tifosi del USMNT possono essere ottimisti, perché il c.t. Berhalter ha ricostruito una nazionale competitiva a partire dai giovani, come dimostrato dai dodici Under 23 presenti nell’ultima rosa di convocati, in cui il giocatore più “anziano” era Aaron Long (29 anni), mentre il più “vecchio” a scendere in campo è stato Walker Zimmerman (28). In generale, durante tutto il percorso di qualificazione ai Mondiali 2022, gli Usa sono stati la nazionale più giovane del mondo, fra quelle qualificate per la fase finale, con un’età media della rosa pari a 24,3 anni: esattamente due in meno di Ecuador e Marocco (26,3 per entrambe), appaiate al secondo posto in questa speciale classifica.
La ripartenza del USMNT basata sui giovani è stata un successo, e ora si punta sempre più in alto
Il USMNT, dunque, sta puntando molto sulla grande generazione di talenti che il soccer sta producendo. Infatti, ci sono sempre più giovani calciatori americani che riescono a imporsi in MLS (campionato in costante crescita) e all’estero: si pensi a Dest, McKennie, Pulisic, Reyna, Busio, de la Torre… E se ne potrebbero citare ancora molti altri.
La ricostruzione del USMNT, dopo il fallimento del 2018, dunque, è passata per i giovani di grande qualità prodotti dal movimento americano. L’operazione, visti i risultati ottenuti dalla nazionale americana in questi anni (vittorie della Gold Cup e della Concacaf Nations League e ottenimento della qualificazione ai Mondiali) può dirsi riuscita. Talmente riuscita che oggi, se gli States non possono certo essere considerati una delle favorite per il torneo in Qatar, sono però sicuramente una delle outsider più interessanti: non solo per il 2022, ma – considerata la bassissima età media del roster e visto che la produzione di giovani promesse americane non si sta assolutamente arrestando – anche e soprattutto per gli anni a venire, con il 2026 in particolare che è un grosso obiettivo, visto che, in quell’anno, la Coppa del Mondo sarà ospitata proprio dagl Stati Uniti, oltre che dal Canada e dal Messico.
Insomma, il USMNT è proprio una nazionale dalle prospettive molto interessanti.
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