Il fallimento del Pity Martínez in MLS – La sera dell’8 dicembre 2018 Atlanta United vinceva in casa la prima MLS Cup della sua storia, al termine di una stagione magnifica per i Five Stripes.
Poco più di ventiquattro ore dopo, quasi 7000 km più a est, al Santiago Bernabeu di Madrid, Gonzalo “El Pity” Martínez alzava al cielo la seconda Copa Libertadores della sua carriera, segnando anche il gol del definitivo 3-1 nella Final del Siglo vinta dal suo River Plate contro gli eterni rivali del Boca Juniors.
Qualche giorno più tardi, poi, l’enganche argentino veniva premiato come miglior giocatore sudamericano dell’anno, mentre i rossoneri della Georgia si apprestavano a salutare Miggie Almirón, il loro miglior giocatore insieme al suo gemello del gol Josef Martínez.
A gennaio 2019, infine, le strade di Atlanta e del Pity si sono incrociate: per 14 milioni di dollari, cifra record per la MLS, l’argentino è stato ceduto dai Millionarios ai Five Stripes.
Analisi dell’esperienza del Pity Martínez in MLS
Atlanta sembrava aver fatto un colpaccio, sostituendo Almirón con un giocatore ancora migliore, nel prime della sua carriera, strappandolo a delle possibili concorrenti europee. Dopo aver conquistato il Sud America, tutti si aspettavano che il Pity si sarebbe abbattuto sulla MLS con la violenza di un uragano, e che lo avrebbe fatto con disarmante facilità.
Oggi, dopo l’ufficialità della sua cessione agli arabi dell’Al-Nassr, possiamo dire che non è andata così: i 18-19 mesi americani di Gonzalo Pity Martínez sono stati deludenti.
Pity Martínez e Atlanta: una storia partita col piede sbagliato
I primi malumori erano già arrivati la scorsa primavera, in quanto il nuovo diez di Atlanta non aveva inciso minimamente nelle prime – pessime – uscite dei campioni MLS in carica. Le critiche intorno al calciatore, poi, si erano fatte più pesanti in estate, quando dopo 11 partite non era ancora andato in gol.
I successi del Pity Martínez
Nella seconda parte del 2019, comunque, il Pity Martínez ha dimostrato di essere un giocatore di buon livello, mettendo a referto 5 gol e 9 assist, e risultando decisivo nei momenti più importanti della stagione, come le finali di U.S. Open Cup e di Campeones Cup, entrambe vinte da Atlanta, e nei playoff di MLS, in cui ha realizzato due gol e due assist in altrettanti incontri giocati.
Il fallimento di Atlanta, di De Boer e del Pity
Alla fine, però, la stagione dei rossoneri e della loro stella si è chiusa con una deludente eliminazione in finale di Eastern Conference. Troppo poco per una squadra che aveva dominato l’anno prima e per un calciatore che era chiamato a non far rimpiangere Almirón.
Il 2020, poi, è iniziato come peggio non poteva: con l’esonero di De Boer dopo un pessimo MLSisBack Tournament, e con Atlanta che, al momento, si trova addirittura fuori dalla zona playoff e senza Josef Martinez, fuori fino a fine stagione per infortunio.
Dopo l’esonero dell’olandese, in realtà, Pity Martinez sembrava essersi sbloccato, segnando subito una doppietta contro Nashville.
La cessione in Arabia Saudita
Si è trattato solamente di un fuoco di paglia, però, e quando l’Al-Nassr ha fatto pervenire l’offerta da 18 milioni di dollari, la dirigenza dei Five Stripes non ci ha pensato due volte a fare cassa con il suo DP che ha deluso più di tutti fin qui, e ha spedito il Pity sul primo volo per l’Arabia.
I motivi del fallimento del Pity
Causa importante del suo andamento deludente è stato il suo difficile inserimento nello scacchiere tattico di mister De Boer: Atlanta avrebbe avuto bisogno di un playmaker che occupasse principalmente la zona centrale del campo, che servisse parecchi assist e che desse una mano anche in fase difensiva. Il Pity, invece, non ha caratteristiche da regista, e tendeva a partire molto largo, spesso pestandosi i piedi con Barco o Villalba per poi rientrare sul sinistro e tirare – troppo spesso e con scarsa precisione – da fuori area, piuttosto che creare occasioni più limpide inventandosi dei passaggi per i compagni.
Il motivo principale del suo scarso rendimento, però è da imputare probabilmente al fatto che l’argentino non si è mai ambientato negli Usa, sentendo la mancanza della famiglia e, in generale, della sua patria, oltre al fatto che il feeling con De Boer non è mai scattato. In Georgia Martínez si è trovato decisamente male, tanto da manifestare subito apertamente il desiderio di tornare al River.
Insomma, l’esperienza a stelle e strisce del Pity Martinez è stata un vero e proprio fallimento.